
Insieme con il
Parma il
prosciutto crudo di San Daniele è tra i salumi italiani più conosciuti e apprezzati all'estero. Il
San Daniele si produce in zone circoscritte, utilizzando suini selezionati e seguendo delle regole per la lavorazione.
Il
prosciutto di San Daniele prende il nome dalla cittadina collinare dell'Udinese dove viene prodotto e stagionato. E' considerato tra i migliori prosciutti crudi italiani e le sue apprezzabili qualità, che lo hanno reso famoso in tutto il mondo sono in parte dovute all'aria fredda del nord e quella calda del sud che nella zona di produzione danno vita a un clima particolarmente apprezzato per la conservazione delle carni.
Il
prosciutto crudo di San Daniele è tutelato da una denominazione d'origine riservata esclusivamente al prosciutto lavorato e stagionato entro i confini del comune di San Daniele.
I suini utilizzati per la produzione del prosciutto crudo di San Daniele provengono da diverse regioni oltre che dal Friuli Venezia Giulia; per essere idonei devono pesare non meno di 160 kg; avere un'età non inferiore ai nove mesi ed essere stati alimentati secondo una precisa dieta.
Gli allevatori marchiano entrambe le cosce dei suini poco dopo la nascita; le cosce giunte al prosciuttificio dopo un'attenta selezione e una seconda macchiatura, passano atraverso un ciclo produttivo tra cui rivestono estrema importanza, la salatura e la pressatura; quest'ultima necessaria per conferire al prosciutto crudo di San Daniele la tipica forma a violino.
Tutti i prosciutti crudi di San Daniele vengono infine stagionati per una durata di non meno di 11 mesi, variabile a secondo del suo peso; superati i controlli di qualità viene marchiato con un contrassegno a fuoco che ne certificherà il conseguimento della denominazione d'origine protetta.