
Cresce l'apprezzamento per i
prodotti tipici, ma occorre fare attenzione a che cosa si nasconde dietro il marchio di qualità. Senza contare le vere e proprie frodi alimentari, alcuni disciplinari hanno maglie talmente larghe da trasformare il marchio in una beffa. A questo si, aggiungono le difficoltà dovute ai volumi di produzione, spesso inferiori alla richiesta. Il
lardo di Colonnata, per esempio, fa gola a molti, ma è disponibile in pochi quintali l'anno. Probabilmente, quindi, quello presente nei menu dei ristoranti italiani in Giappone e Stati Uniti, arriva dalla Spagna sotto una denominazione generica di lardo di Carrara o delle Apuane. Lo stesso vale per il
chianti: per la grande richiesta, i vigneti toscani non bastano, e c'è chi riempie le botti di vino pugliese.