Da Varese al West con le scatolette

Cinquant’anni di storia d’Italia si possono raccontare anche attraverso una scatoletta di carne.

C’è riuscito Giuseppe Romano, caporedattore del settimanale di cultura IL DOMENICALE, autore di “Mezzogiorno di cuoco” ( Marsilio, in libreria da un mese ) che è la storia di un’azienda – la Montana, quella del Gringo – ma non solo.

Già perchè la carne è un alimento centrale della nostra dieta e la bistecca è un mito di benessere che il tempo e, di recente, la tempesta di mucca pazza non sono riusciti a scalfire.

Così attraverso Montana, industria milanese di Lissone fondata dallo stesso fondatore della GBianchi SpA; il varesino Giuseppe Bianchi, possiamo fare un salto all’indietro e comprendere quanta strada abbiamo fatto e come siamo cambiati.

Certo era un’altra Italia, innanzi tutto a tavola, quella che aveva davanti agli occhi il nostro Commendator Bianchi quando il 19 settembre 1941. nello studio milanese del notaio Guasti, firmò l’atto costitutivo dell’A c s a l, la società da cui qualche anno dopo sarebbe nato il marchio di Gringo.

Lui era un commerciante, uno che si era fatto da solo partendo dalla bottega nel lontano 1908, e trasformando il negozio nel 1926 in un moderno magazzino, che ancora oggi è la sede della Giuseppe Bianchi SpA.

Nei primi anni di vita le cose non sono andate male per A c s a l: le scatolle nel periodo bellico sono una scelta obbligatoria di fronte alla difficoltà nel reperire carne fresca e poi ci sono le commesse dell’esercito a garantire la crescita del fatturato.

Ma è nel dopoguerra che si colloca il vero punto di svolta. Anzi meglio alla fine degli anni cinquanta quando sembrano giunti a maturazione tutti i presupposti per il miracolo economico.

All’inizio degli anni sessanta gli eredi della famiglia Bianchi commissionano il primo spot filmato della carne Montana.

Girato su pellicola a colori, mostrava mandrie di scatolette con le corna che pascolano e migrano in un West immaginario. E’ stato questo il progenitore, mediatico e tematico, di Gringo che ebbe successivamente un grandissimo successo grazie alla famosa trasmissione televisiva Carosello degli anno 60.

Lo spot era nato sull’onda del successo dei cosiddetti spaghetti-western, Gringo si rivolge agli italiani e sembra dir loro: l’America siamo noi, io l’ho conquistata potete farlo anche voi. Non per nulla nelle confezioni della carne Montana s’impongono le strisce rosse e blu, che richiamano la bandiera degli Stati Uniti.

I mini film della serie Gringo andarono in onda, su Carosello per dieci anni, sino al 1976.

Il mondo da allora è cambiato, ma il marchio Montana, che la famiglia Bianchi  a ceduto all’inizio degli anni novanta al gruppo Cremonini, esiste ancora e crediamo che molti di voli lo conoscono bene.

Bianchi continua intanto la sua tradizione nel Cash & Carry, mentre l’antico drogheria fondata dal vecchio Commendator Giuseppe Bianchi , oggi si trova a Varese in Piazza Carducci e continua una vendita tradizionale oggi contro corrente, proponendo prodotti particolari, ricercati e di particolare qualità.

Pubblicato lunedì 15 dicembre 2008 in Alimentari. Letture: 2893.